Comune di Poggio Renatico

Campo di aviazione G. Veronesi


AEROPORTO GIUSEPPE VERONESI

L'impianto aeroportuale di Poggio Renatico è dedicato dal 1923, anno di costituzione dell'Arma Aeronautica, al tenente bolognese Giuseppe Veronesi, che durante la Grande Guerra si distinse come "osservatore d'aeroplano". Per la sua audacia il pilota felsineo del "Battaglione Aviatori" meritò due medaglie d'argento e una di bronzo al Valor Militare. 
Su questo campo, dove si diceva fossero atterrati all'inizio del secolo i fratelli Wilbur e Orville Wright (invitati dal Club Aviatori Ferraresi), transitarono famosi pionieri del volo, quali Francesco Baracca, Mario Pezzi, Carlo del Prete, Arturo Ferrarin, Fausto Cecconi, Umberto Maddalena, Umberto Nobile, Ruffo di Calabria, Cerutti, Italo Balbo, Gabriele D'Annunzio. E ancora De Pinedo, Valle, Fougier, Finzi, Censi, Locatelli.
La storia dell'aeroporto militare inizia dopo la disfatta di Caporetto: i lavori di costruzione dell'impianto, come base di squadriglie da bombardamento, cominciarono nei primi mesi del 1918 sui terreni acquisiti dal Demanio Militare nel 1914.
Il campo d'aviazione della Regia Marina Militare venne situato in località Cascina Nuova: era composto di undici hangar a tre capannoni disposti in semicerchio, un magazzino, alloggi per ufficiali e truppa e una pista di atterraggio di 800 per 550 metri; all'esterno erano sistemati i depositi munizioni. Alla fine di settembre dello stesso anno venne istituito, al comando del tenente colonnello Armando Armani, il distaccamento aereo di Poggio Renatico, composto dalla 181ª e 182ª squadriglia di triplani Ca.4 e dalla 202ª e 203ª squadriglie di biplani Ca.5.
Nel medesimo periodo, a poca distanza dall'aeroporto della Regia Marina italiana, il comando militare degli Stati Uniti decise di ubicare, fra Coronella e Madonna Boschi, un nuovo campo di aviazione.
Alla fine di ottobre 1918 il distaccamento di Cascina Nuova divenne operativo. Dai campi statunitense e italiano partirono undici triplani e quattordici biplani per le ultime azioni durante la "Battaglia del Solstizio" e di Vittorio Veneto, che condussero l'esercito italiano alla vittoria.
Dopo la fase di stallo seguita al primo conflitto mondiale, il 13 ottobre 1931 venne dislocato a Poggio Renatico l'8° Stormo della 1ª Brigata Aerea da bombardamento, composto dal 27° e 28° gruppo: lo stemma ad opera di Filippo de Pisis, il motto "obscurius ut clarius". Gli equipaggi condussero un'intensa fase addestrativa, aggiundicandosi nel 1934 la prestigiosa "Coppa del Nastro". Nel 1935 parteciparono alle operazioni in Africa orientale e nel 1937 alle operazioni in Spagna. Nel 1939 l'8° Stormo lasciò il campo poggese. Negli anni ‘30 l'aeroporto divenne sede anche di una scuola teorico-pratica di volo a vela, dove si formarono alcuni futuri piloti della Regia Aeronautica e dell'Aeronautica Nazionale Repubblicana.
Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, l'intensa attività di volo della Luftwaffe tedesca vide protagonista quest'area, dove nel 1944 si rischierarono alcune squadriglie del 77° Stormo "Herz As" (Asso di Cuori), per combattere al fianco dei gruppi da caccia della Repubblica Sociale. Nel giugno dello stesso anno l'aeroporto di Poggio Renatico, insieme a quello di Ferrara, fu bombardato dagli alleati e nel novembre costituì l'ultima sede fissa dell'Alto Comando dello Stato Maggiore della 14ª Armata del Reich, durante la ritirata da Roma.
Con la conclusione della guerra il campo di aviazione venne completamente abbandonato. Solo alla fine degli anni '60 vi furono costruite alcune palazzine e istallato un radar. Nel 1972 l'11° Centro Radar, costituito a Ferrara nel 1950, venne trasferito a Poggio Renatico e integrato nella catena di comando e controllo Nato, denominata Nadge, volta a sorvegliare costantemente i confini dei paesi appartenenti alla Organizzazione del Nord Atlantico, dalla Turchia alla Norvegia. Dal 1983 la base poggese acquisì capacità di collegarsi con i velivoli Awacs. Nel 1994 invece iniziò a operare a Poggio Renatico il Centro Operativo di Settore, responsabile della difesa aerea italiana attraverso il coordinamento di tutti i siti radar della penisola. Il nominativo radio del radar poggese è "Pioppo" a rievocare i pioppeti della zona.
Il 1° gennaio 1998, nell'ambito del processo di riorganizzazione dell'Aeronautica Militare, è stato costituito il Comando Operativo delle Forze Aeree (Cofa), uno dei quattro alti comandi nazionali. Esso assicura la pianificazione, il coordinamento e l'impiego operativo delle forze aeree assegnate per il conseguimento di specifici obiettivi nazionali e l'assolvimento delle missioni sotto l'egida dell'Onu e della Nato. 
Il Cofa è impegnato in molteplici attività: la difesa aerea; il coordinamento delle esercitazioni, degli addestramenti complessi  e quotidiani dei reparti di volo italiani; la ricerca e il soccorso aereo; il trasporto di squadre di soccorso, di equipe medica, organi da impiantare, plasma e medicinali; il trasporto aereo che consente di assicurare, con il trasferimento di personale, mezzi e materiali, il supporto logistico alle unità nazionali e alleate in missioni operative e addestrative in Italia e all'estero.
Nella base di Poggio Renatico è ubicato anche il Combined Air Operations Center Five (Caoc 5), uno dei cinque Caoc dipendenti dal Comando delle Forze Aeree Alleate del Sud Europa. Costituito nel 1999 con la partecipazione di solo personale italiano oggi è composto da personale multinazionale proveniente da tredici paesi Nato (Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Norvegia, Olanda, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Stati Uniti, Turchia e Ungheria). Il Caoc 5 è responsabile della difesa dello spazio aereo che comprende Italia, Slovenia e Ungheria, della pianificazione delle operazioni aeree, del supporto alle operazioni di pace e stabilità nei Balcani e della pianificazione delle esercitazioni Nato.
Sorto come primo e unico aeroporto interalleato in Italia durante la prima guerra mondiale, il destino ha voluto che l'impianto "G. Veronesi" sia oggi sede di uno dei più importanti centri della Nato in Europa e di conseguenza operi nuovamente con le più importanti forze aeree alleate.

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Per le informazioni e il materiale di carattere storico si ringrazia Alessio Canessa, autore di ricerche sulla storia dell'aviazione a Ferrara e a Poggio Renatico.