Comune di Poggio Renatico

Prima e Seconda Guerra Mondiale


LA GRANDE GUERRA

Nel corso della prima guerra mondiale, l'immensa prateria fra Poggio Renatico, Madonna Boschi e Coronella fu scelta quale sede di un campo d'aviazione americano e di uno della marina da guerra italiana, che sorse poco distante. Di qui, nel 1918, partirono gli aerei per le ultime azioni della battaglia del Solstizio e di Vittorio Veneto, che condussero alla vittoria il nostro esercito. Al termine del conflitto i campi vennero riadattati e utilizzati dal 1920 al 1940 come centro di addestramento per i piloti. 
Nell'autunno del 1921 transitò e sostò alla stazione di Poggio Renatico, in onore dei caduti del conflitto e delle medaglie d'oro al valor militare Severino e Duilio Merli, il treno che trasportava da Aquileia a Roma la salma del Milite Ignoto.

FRA PRIMO E SECONDO CONFLITTO MONDIALE

Le prime intimidazioni fasciste non impedirono che alle elezioni amministrative del 17 ottobre 1920 si registrasse una schiacciante affermazione socialista. La vita della nuova amministrazione però fu breve. I consiglieri, sottoposti a minaccia, si dimisero in massa il 20 aprile 1921 e, con Decreto Prefettizio del 26 aprile 1921, fu nominato un commissario: il fascista Raoul Caretti, massone ed ex radicale, che diventerà sindaco di Ferrara nel 1923, padre di Enrico Caretti, braccio destro di Italo Balbo. Il successivo 15 maggio, in occasione delle nuove elezioni, la lista del "Fascio Littorio" ottenne, con 1.049 voti, una schiacciante vittoria. Ciononostante, non si può parlare di consenso popolare al fascismo, se si pensa che al 30 aprile 1921 non risultava costituito a Poggio Renatico nessun nucleo del fascio.
L'antifascismo non tardò a organizzarsi, animato da esponenti comunisti e socialisti anche di rilevanza nazionale. Era originario di Gallo Arturo Vignocchi, uno dei fondatori del Partito Comunista d'Italia: candidato alle politiche del 1921 e componente del comitato centrale del partito, venne arrestato a Milano nel 1927 e condannato per "attività sovversiva" dal Tribunale Speciale del regime a 14 anni di reclusione e a 3 di vigilanza speciale.
Dall'altra parte, Poggio Renatico diede i natali a Carlo Pareschi, ministro fascista dell'Agricoltura, promotore e creatore fra l'altro della Federazione Nazionale dei Consorzi Agrari. Fu fucilato a Verona per avere firmato l'ordine del giorno Grandi, che avrebbe determinato la caduta di Benito Mussolini.

LA SECONDA GUERRA MONDIALE E LA LIBERAZIONE

Nel corso del secondo conflitto mondiale le campagne poggesi, territorio fortemente presidiato dalle truppe tedesche (quattro comandi erano dislocati nella zona, sede di un importante deposito di munizioni), furono teatro della celebre azione denominata "Operazione Herring". Si tratta di una pagina di grande importanza per la riconquista della libertà, di cui sono stati protagonisti i soldati del rinato esercito italiano inquadrati nel leggendario Squadrone "F", al comando del capitano Carlo Francesco Gay, il quale subito dopo l'8 settembre decise di combattere con i suoi uomini insieme agli alleati contro i tedeschi.
L'"Operazione Herring", un grandioso aviolancio nella pianura padana, compiuto da paracadutisti esclusivamente italiani e iniziato la notte del 20 aprile 1945, aveva il compito di neutralizzare eventuali tentativi di resistenza dei tedeschi e di scompaginare la loro ritirata, che si prevedeva rovinosa per gli abitanti, le vie di comunicazione, gli edifici, gli impianti ad uso civile. La missione, voluta dagli angloamericani e fortemente sostenuta dai nostri militari, comportò violenti combattimenti notturni e diurni, ma condusse a un notevole successo. Lo Squadrone "F" lasciò sul campo nove uomini, ma riuscì a salvare dalla furia germanica numerose strutture e fece un elevato numero di prigionieri, consegnati poi agli alleati.

Nel cortile interno del Castello Lambertini una lapide commemorativa ricorda il sacrificio dei nove giovani caduti:
Gino Mangia (classe 1919, distretto di Piacenza, caduto in località Zerbinate, al confine fra Sant'Agostino e Mirabello), Gianni Biasi (classe 1923, distretto di Verona, caduto in località Casette Bianchi, Poggio Renatico), Giovanni Valle (classe 1923, distretto di Padova, caduto in località Casette Bianchi, Poggio Renatico), Gaetano Aldeghi (classe 1918, distretto di Monza, caduto in località Chiesa Nuova, Poggio Renatico), Silvio Infanti (classe 1919, distretto di Sacile, caduto in località Madonna Boschi, Mirabello), Giuseppe Tiracorrendo (classe 1922, distretto di Roma, caduto in località Zerbinate, al confine fra Sant'Agostino e Mirabello), Pierino Vergani (classe 1920, distretto di Monza, ferito in località Gallo, Poggio Renatico, deceduto all'ospedale di Lendinara, Rovigo), Lino Mottadelli (classe 1918, distretto di Monza, caduto in località Casette Bianchi, Poggio Renatico), Francesco Fulco (classe 1923, distretto di Torino, caduto in località Casette Bianchi, Poggio Renatico).

In concomitanza con l'occupazione tedesca e la fondazione della Repubblica di Salò si organizzò la Resistenza poggese: i partigiani fecero parte della 35ª Brigata Garibaldi "Bruno Rizzieri", costituitasi a Ferrara nella primavera 1944, e arrivarono a organizzarsi persino tra i dipendenti del deposito di munizioni, sede del comando tedesco. Una serie di volantini, stilati alla vigilia dell'insurrezione, testimoniano l'esistenza di organizzazioni clandestine di massa: il Fronte della Gioventù e i Gruppi di Difesa della Donna, nonché il Comitato di Liberazione Nazionale, che rimase clandestino sino alla liberazione, il 22 aprile 1945.
In questo stesso giorno venne nominata la giunta comunale, con a capo il sindaco Orlando Arlotti.

Le foto qui riprodotte sono tratte dal volume di Carlo Benfatti, "L'Operazione Herring No. 1 20-23 aprile 1945", edito da Sometti, 2ª edizione, Mantova 2005